Oltre la crisi dell’Inter

di Pedro il 9 dicembre 2011

Ideare un percorso di rinascita per questa Inter dalla pessima annata è più difficile che restituire credibilità alle nostre istituzioni. Troppi errori stanno macchiando la reputazione di chi si era conquistato del credito, agli occhi del tifoso. Di sicuro occorre mettere dei punti fermi per cercare di capire meglio la situazione. Proviamo un po’ a ripulire le lenti dei nostri binocoli e guardiamo avanti, oltre l’orizzonte.

Cosa serve in difesa:

Oggi – Nel presente è fondamentale recuperare Maicon, Jonathan e Lucio (e adesso anche Chivu) per avere più cambi a disposizione e trovare una formula adatta. Fino all’assenza di Lucio, la formula migliore prevedeva il rispetto delle gerarchie (Ranocchia primo sostituto, Chivu in fascia sinistra). La spinta che fornisce Maicon è un valore aggiunto. La vera incognita del reparto è la continua ricaduta fisica.

Domani – Paolillo ha dichiarato che “ringiovaniremo la difesa con giovani sconosciuti”. Fermo restando che mi scoccia molto prendere per buone le dichiarazioni di Paolillo, è chiaro che qualcosa in questa direzione bisogna fare. L’esperienza in difesa conta più dell’estro: possiamo fare investimenti di medio termine, come fu quello di Lucio di due anni fa. Cioè prendere difensori forti ed esperti a prezzi comunque accessibili, per una serie di fortunate coincidenze (es.: il Bayern che vende Lucio anziché Van Buyten). Un occhio a Vidic dovrebbe essere dato. La strategia proposta da Paolillo – strano ma vero – è sbagliatissima.

Centrocampo:
Oggi – l’assenza di reale copertura difensiva e di appoggio in fase di rilancio ha letteralmente devastato le poche certezze di Ranieri. Il nostro centrocampo è così mal messo che non si sa bene che soluzione adottare. Il paventato arrivo di esterni d’attacco – una razza di giocatori delicata, che vale solo in presenza di grossi talenti alla Robben o alla C. Ronaldo – per dare velocità alla manovra, sposta il problema dall’incapacità del centrocampo di mantenere dei ritmi adeguati (che consentano il movimento a fisarmonica lungo l’asse verticale del campo) a quella dell’attacco di concretizzare efficacemente quel poco che viene proposto.

L’assenza di Sneijder toglie imprevedibilità e fantasia alla manovra, ma l’olandese rimane un oggetto misterioso quest’anno. Poca voglia? Non lo sappiamo, di sicuro appare meno coinvolto in un progetto di ricostruzione e il fatto che si sia molto parlato di lui in sede di mercato, non aiuta a far evolvere nel senso di un maggior coinvolgimento la situazione. Pessima anche qui la gestione mediatica da parte della società, che lo ha messo in vendita al miglior offerente, deprezzandolo con le classiche interviste “sotto-casa”.

Motta, Cambiasso, Zanetti, Stankovic, Muntari non hanno il ritmo per fare due fasi in modo efficace. Grosse sono le lacune fisiche e atletiche del reparto. Persino Obi che dovrebbe correre più di tutti, alla fine appare stremato. Poli è un oggetto misterioso, mentre Coutinho e Alvarez, nonostante qualche lampo, non hanno dalla loro quel quid che gli permetterebbe di fare un salto di qualità necessario in questo momento. Gli esterni utilizzati nell’ultimo modulo sembrano comunque adattati. Faraoni è promettente, ma anche qui la società si muove malissimo, mettendolo erroneamente in vetrina, anziché farlo crescere “umilmente”, dato che il suo cammino è appena iniziato.

Domani – Nel futuro occorre rivoluzionare il reparto. Servono due centrocampisti di regia rapidi e due centrocapisti di movimento atletici e forti, qui il discorso della gioventù ha sicuramente senso. Non possiamo portare indietro l’orologio al 2007, ma dobbiamo acquistare giocatori sui 24-28 anni in grado di portare l’Inter oltre la crisi e il ricambio generazionale. Possibilmente dovrebbero essere europei, con voglia di crescere, e una sicura attitudine al lavoro e al sacrificio. E’ il lavoro di Branca, ma lui conosce solo la strada per Genova. Kucka e Schelotto sono giocatori da decima posizione.

Attacco:
Oggi – il vero problema è rappresentato dal fatto che, dopo tanti anni, non abbiamo alcun top player in avanti. Nessun attaccante in grado di spezzare l’equilibrio del match con una giocata o di tenere il reparto con movimenti e lucidità necessari. Pazzini si sbatte, è quasi sempre il migliore dei nostri, ma necessita di un costante supporto di gioco, sia nella fase centrale (tagli, suggerimenti, sponde), sia dalle fasce. L’assenza di Sneijder lo penalizza, come in genere tutta la scarsa propensione del centrocampo a gettarsi nella mischia. Milito è in una fase di tale decadenza da suscitare sentimenti pietistici. Oramai ho dissipato tutte gli improperi… il suo declino è talmente evidente che la soluzione va presa oggi. Castaignos è una scommessa, che va rivista con attenzione, magari schierandolo più spesso come punta centrale. Zarate è semplicemente un calciatore con poca personalità e abbastanza limitato tatticamente, che nell’Inter non verrebbe mai preso in considerazione, se non fosse per il fantomatico FPF. Forlan è tutto da valutare. Quanto potrà dare quest’anno?

Domani – anche questo reparto è da rifondare. Forlan e Milito non possono far parte del futuro e lo stesso si può dire per Zarate. Occorre certamente acquistare un attaccante di livello mondiale, per risollevare le sorti della squadra. Dire che in giro non ci sono campioni non aiuta di certo i tifosi, che hanno bisogno di credere in qualcosa di positivo e reale. Non bastano i mantra bulgari del sito o del canale tematico, o le continue interviste “sotto-casa” del presidente, che annuncia che “qualcosa faremo”. Tevez era una buona scelta. Risparmiando sugli inutili acquisti di Forlan, Nagatomo e Alvarez in pratica si poteva comprare, avendo la volontà di farlo e di spendere bene quei pochi soldi messi a disposizione.

Per concludere:
Come si vede la situazione è complicatissima e ritengo Branca e Ausilio del tutto inadatti allo scopo. L’Inter necessita di almeno 1 buon difensore centrale esperto e valido fisicamente, di 1 terzino sinistro credibile e forse anche di un esterno destro più affidabile di Jonathan. Il centrocampo e l’attacco sono completamente da rifare, fatti salvi Thiago Motta (sempre infortunato), Pazzini, Faraoni, Castaignos e forse Cambiasso (nell’ambito di un grosso grasso turnover). Da rifare anche la società, su basi nuove e meritocratiche, adatte alla dimensione low cost imposta da Moratti. Altrimenti non rimane altra strada che la vendita. Per i tifosi è inaccettabile un ridimensionamento di queste proporzioni.

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1 splendido70 dicembre 9, 2011 alle 12:12

….aggiungerei un tecnico che abbia le” palpebre”quadrate e la personalità giusta per puntare in alto

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2 Jerry dicembre 9, 2011 alle 12:41

d’accordo con te sulla campagna acquisti

ma il nodo è sempre lo stesso e da te rispolverato più volte

bisogna che si innamori della guida tecnica, e di conseguenza lo spinga ad investire quel poco ma con sapienza

questa è la cosa più verosimile secondo me, che vedere la vendita coatta della società

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3 rob dicembre 9, 2011 alle 13:26

approvo completamente!
e quoto “Splendido70″ per la questione allenatore!

Vidic non sarebbe male, vista anche l’età.
personalmente per il centrocampo punterei in Germania, come ha fatto Mou un anno e mezzo fa’ prendendo Sahin e Ozil. ci sono un sacco di giovani più che interessanti, oltre i famosi Lewandowski o quelli di Baviera.
e non credo costino neppure l’irradidio.

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4 _nero dicembre 9, 2011 alle 13:33

Concordo in tutto e per tutto. Tranne Vidic. :)

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5 P37 dicembre 9, 2011 alle 13:48

Vidic che si ferma per tutta la stagione causa una lesione al legamento crociato.

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6 Pedro dicembre 9, 2011 alle 13:59

Vidic ha 30 anni. Abbiamo Samuel che di rotture ne ha subite due e ha 33 anni. Direi che possiamo sicuramente glissare su questo particolare. Serve comunque un nome di quello spessore. I giovani e sconosciuti in difesa fanno solo danno. Altrimenti teniamoci Chivu che poi verrà inevitabilmente spostato a sinstra, a tappare il solito buco.

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7 antonino verdi. dicembre 9, 2011 alle 14:21

disamina ineccepibile.

il pensiero che per la prima volta non abbiamo un attaccante top in rosa e’ ormai ricorrente. Forse dai tempi della coppia branca e ganz non vivevamo questi problemi realiizativi.

e’ crisi finanziaria fortissima.

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8 Zootz dicembre 9, 2011 alle 14:26

Dopo aver con riconoscenza rottamato Maicon, Chivu, T Motta, Lucio, Samuel, Cambiasso, Stankovic, reso omaggio a Zanetti e venduto Milito al primo che passa; credo che qualcosa di buono una dirigenza intelligente e competente possa di certo fare e l’Inter tornare quella che è stata per una stagione cioè quella della tripletta allargata a cinque titoli. Non servono solo soldi, ma serve competenza ed il dubbio però assale perché Moratti è si un tifoso, ma soprattutto uno che di calcio ne capisce poco e si esalta per quei giocolieri divertenti, da Recoba a Zarate, ma che poco o nulla hanno a che fare con il calcio vero.

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9 splendido70 dicembre 9, 2011 alle 14:55

…ho visto un articolo che diceva che nemmeno montolivo ( secondo me buon elemento) potrebbe venire da noi… anche perchè la scarperia viola( ..mentre mi tocco..) preferirebbe darlo alla giuve…
Pare proprio che ci schifino tutti!!!:-(

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10 rob dicembre 9, 2011 alle 16:33

splendido70: che qualcosa di buono una dirigenza intelligente e competente possa di certo fare e l’Inter tornare quella che è stata per una stagione cioè quella della tripletta allargata a cinque titoli. Non servono solo soldi, ma serve competenza ed il dubbio però assale

opinione personale: di Montolivo, viste le cifre € € € che girano per il suo cartellino, non saprei che farmene. lo trovo sopravvalutato, da sempre.
e personalmente dalla scarperia di quegli zozzoni pregiudicati della Tod’s non comprerei nulla (Vargas a parte, ma anche per lui girano cifre astronomiche).

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11 voici dicembre 9, 2011 alle 16:55

Complimenti, Pedro.
La tavola è imbandita perfettamente e il menù allettante, mi piace.
Mi spaventa il conto.

Per l’adesso: Chivu davanti alla difesa? Siamo al limite del catenaccio ma, safety first.

Per domani: Alvaro Pereira; Torres; Mascherano. Son 70/80 minimo e manca ancora Vidic. Però ci sarebbe Lugano, intergro e low cost.

Hai voglia ad andare alla LIDL.

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12 Vano dicembre 9, 2011 alle 18:58

Amen

E tutto considerato quello che serve più di ogni cosa nell’immediato è un campione che la butti dentro e che rompa gli equilibri. Tevez era lì da prendere. E non era neppure troppo un problema di soldi come dici tu.

Ancora una volta è un problema di incompetenza manifesta
Quella non si compra

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13 Francesco dicembre 9, 2011 alle 19:50

via Branca, Ausilio, Paolillo, Filucchi e compagnia cantando.
serve un DG che sappia di calcio e un vice-presidente alla Galliani.
Disfarsi al più presto della faloppa dei 30/40enni ( tutti ) , salutare acclamare e mandare in Argentina Zanetti e prendere atleti con buoni fondamentali per iniziare un nuovo ciclo,
Moratti dovrebbe – per almeno qualche anno – lasciare a chi sa di calcio.
Non illudiamoci che sia semplice.

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14 Luis dicembre 9, 2011 alle 21:38

Che altro aggiungere, se non uno chapeau e l’Ici sulle ******? :-)

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15 Fabry dicembre 9, 2011 alle 23:10

Io terrei anche il capitano

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16 tagnin dicembre 10, 2011 alle 12:57

io con Milito mi limito a scuotere la testa, sono i nuovi acquisti che mi fanno veramente incazzare ma,
posto che Zanetti è l’ultimo dei problemi

non credo nemmeno si tratti di crisi finanziaria
è un ridimensionamento inaccettabile soprattutto per come viene gestito

ma le prestazioni inaccettabili in campo sono diretta conseguenza di quelle negli uffici

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