L’Inter arriva al derby nella miglior situazione possibile. In rimonta, con i giocatori in rientro, un morale alto e una situazione fluida nel mercato che non dovrebbe condannarla a ruolo di spettatrice passiva. Il Milan, per una volta, ha più infortuni, anche se cronici (e non sufficientemente indagati!), e una situazione di confusione ammorbidita solo dalla proverbiale grancassa mediatica apparecchiata dall’astronave madre.
La sfida che si giocherà a San Siro, domenica sera, però non vede contro due squadre dello stesso livello. Anche se i nostri hanno recuperato, anche se Ranieri è riuscito a trasmettere infine tranquillità e ordine, il Milan resta complessivamente superiore. Non tanto reparto per reparto, come si fa nelle tradizionali analisi pre-partita dei giornali sportivi, quanto per un insieme che contiene esperienza, consapevolezza, certezze e stato fisico-tecnico.
La variabile Ibrahimovic ancora una volta conta per il contesto nella quale viene inserita. In un gioco armonioso e corale come quello del Barcellona, la sua maggior qualità, quella di ancorare l’attacco attorno a una boa molto tecnica, in grado di tenere palla e consentire gli accorciamenti alla difesa e al centrocampo, viene meno, in quanto la squadra di Guardiola sviluppa una manovra legata a un modello di calciatore mobile e tecnico, quasi sempre non strutturato fisicamente in quel modo.
L’idea di Leonardo nel Milan era la stessa: slegare la squadra dalla corsa e dalla stazza e rimetterla nel segno di una varietà tattica, che ha dovuto fare i conti con la svogliatezza dei suoi interpreti (Seedorf, Pirlo, Ronaldinho e Pato). Gli innesti di giocatori come Van Bommel, Boateng, Abate e soprattutto Ibrahimovic, all’interno di una cornice tattica più tradizionalista, hanno consentito ad Allegri di vincere uno scudetto in passerella, senza reali rivali.
E Ibrahimovic, con la sua capacità intrinseca di annullare nel proprio movimento le velleità offensive della squadra, è risultato ancora una volta decisivo. Con Ibra dentro puoi permetterti di salire con calma dalla difesa, giocare coperto, mandare meno uomini all’attacco e sfruttare tutte le palle perse e i calci piazzati che si presentano. Una situazione che all’Inter con Mancini e Mourinho abbiamo conosciuto bene e sfruttato, pur con una maggior qualità complessiva della squadra (il loro Cambiasso, per dire, e mi scuso con il Cuchu, attualmente è Nocerino).
I nerazzurri di Ranieri arrivano al derby carichi, abbiamo detto, e con voglia di giocarsela. Le migliori garanzie per una partita più combattuta ed equilibrata di quanto non dica la classifica, falsata dai rigori a favore e contro, rimangono la solidità difensiva e l’ortodossia tattica delle ultime uscite. Grazie a una ritrovata forma dei due centrali arretrati, a una miglior intesa con gli esterni, sia nel mezzo che dietro, l’Inter attacca senza sbilanciarsi e non è un caso che da 8 partite a questa parte, la squadra abbia subito pochissimi gol e iniziato a segnare a grappoli.
La forma crescente di Milito e Alvarez ha dato qualità offensiva e quindi una maggior percentuale di realizzazione. Il vero dubbio per Ranieri, ma anche per noi, rimane quello di inserire gradatamente Sneijder e Forlan. Non parlo di Chivu, perché questi mi pare fuori dal progetto e perché Nagatomo s’è guadagnato la pagnotta. Confermare il 4-4-2 in linea o azzardare un doppio trequartista a supporto di Milito? Fosse per me insisterei sulla strada vincente. Inserendo Sneijder e Forlan alla bisogna. Poi ricominceranno le coppe e ci sarà spazio per tutti. Ma dobbiamo assolutamente vincere, per provare a dare un altro colore a una stagione iniziata malissimo.
Vaccate di Natale 2012
Non c’è stato ancora alcun giornalista, che abbia sottolineato una cosa importante: Tevez al Milan doveva andare per tappare il buco lasciato dall’infortunio di Cassano. Per cui non era assolutamente vero che bisognava cedere Pato per l’Apache. Il Milan, come al solito, aveva tentato di portarsi a casa un giocatore gratis. La risposta del City è stata netta: non ve lo diamo. E l’inserimento dell’Inter li ha costretti ad offrire soldi veri. Solo dopo è stata costruita la storiella dell’amore di Pato per i colori rossobiondi. Come sempre ovviamente, ma mi sembrava il caso di ribadirlo, caso mai ci fossimo dimenticati del motivo per il quale il Milan cercava una nuova punta.


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Analisi lucida, chiara e soprattutto non “prostituità”. 10+ per l’onestà intellettuale. Si merita almeno un retweet!
Claudia(Quota)
Ammiro il tuo senso del dovere,
ma io che non “devo” salto scaramanticamente “la partita” e passo direttamente alla vaccata; che bella figura di menta, in HD e in mondovisione, impagabili.
voici(Quota)
Grande Pedro, chapeau.
Guglielmo(Quota)
ogni tanto arrivano, inaspettate, buone notizie. scaldano il cuore e non costano niente. sono buone anche solo perchè sembrano rimettere le cose al loro posto e le persone sotto la giusta luce.
e per domani, dato che non la posso vedere in diretta, mi basterebbe ricevere un sms con su scritto: busoni.
bilbolbul(Quota)
il primo furto della partita…
sperem
splendido70(Quota)
e andiamo!!
splendido70(Quota)