Nel giorno del suo 104° compleanno, l’Inter sfodera a Verona la partita più bella e convincente del girone di ritorno, nella quale spiccano sicuramente delle prestazioni individuali, che fanno ben sperare per l’immediato futuro chiamato Marsiglia.
A Verona, fin dal primo minuto, abbiamo visto una squadra compatta, concentrata, desiderosa di portare a casa l’intera posta. Non sappiamo cosa possa essere successo in settimana, se cioè il fattore Cambiasso abbia suonato come un segnale di carica per la cavalleria, nei fatti però la reazione mentale è stata ottima, da grande squadra che sa quello che vuole e lo prende. Pure a sprazzi, in mezzo alle solite amnesie difensive (soprattutto da Lucio, Nagatomo e Maicon, distratti e imprecisi nelle chiusure) e alla cronica incapacità di ripartire velocemente, smentita dal clamoroso gol che chiude la sfida, l’Inter mostra dei miglioramenti in tutti i reparti.
Merito anche della formazione messa in campo, innervata da forze fresche desiderose di mettersi in mostra. E così non è difficile segnalare tra i migliori in assoluto il duo Poli – Sneijder, che si è completato bene nella doppia fase. Soprattutto l’olandese, grande tenacia, volontà e tecnica, quello che ci si aspetta da un giocatore della sua levatura. Rimangono le difficoltà ad andare a rete e ci si mette contro persino la sfiga, quando Milito decide di sprecare un evidentissimo calcio di rigore, che giusto Marco Foroni di Mediaset Premium può considerare “da chiarire” all’intervallo. Dopo i chiarimenti di Cesari, i rigori a favore dell’Inter risultano essere due.
Anche Stankovic e Zanetti non hanno giocato male, ma molto meglio il serbo, a dispetto del cross del raddoppio offerto dal capitano, in una delle sue classiche corse dell’ultimo minuto, che gli valgono una rendita particolare agli occhi dei tifosi. Zanetti è sempre risultato l’anello debole della squadra e la sua incapacità di verticalizzare il gioco, di fatto blocca tutte le ripartenze dell’Inter, quando il Chievo decide di scoprire un po’ la sua muraglia difensiva.
Nell’imbuto tattico di un gioco non spumeggiante, ma comunque pieno di grinta e predisposizione, gli attaccanti faticano a liberarsi di fronte al portiere. La sensazione è che siano ben marcati dal Chievo, in trincea fin dal primo minuto, con l’ottuagenario Luciano schiacciato sulla sua linea difensiva, ma che ritardino anche di un pelo l’esecuzione. Forlan sembra inutilmente sfiancarsi nella ricerca di una sponda sulle fasce, ma finisce per svilire la sua qualità principale, che è quella dell’esecuzione. Milito è costretto dall’amico a giostrare da prima punta, ma l’istinto del regista avanzato spesso lo rapisce, svuotando completamente l’area di rigore avversaria. L’ingresso di Pazzini è un brodino caldo, che non lenisce le ferite. Alla fine la commozione di Ranieri chiude il cerchio, in una serata nella quale la vittoria premia la voglia di non mollare mai. Un vecchio slogan da stadio dei tempi che furono.
Guardando in avanti, alla sfida di San Siro col Marsiglia, va detto che dobbiamo fare una partita d’attacco. Paradossalmente, con un certo tipo di formazione, con giocatori incapaci di velocizzare e verticalizzare (Cambiasso, Zanetti su tutti), impostare una gara di contropiede sarebbe stato un azzardo. Il Marsiglia, invece, che viene da un pessimo periodo condito da quattro sconfitte consecutive, potrà giocare per due risultati, quindi è difficile che si scoprirà. Ci vorrà dunque una gara di intensità offensiva, nella quale proverei a gettare nella mischia ancora una volta Poli, rinunciando volentieri a uno dei due senatori. Nonostante la bella prova di ieri, ribadiamo un concetto che portiamo avanti da 3 anni: se vogliamo vincere, non possiamo schierare un centrocampo con Zanetti, Cambiasso e Stankovic contemporaneamente. Andava bene nel 2005, per il 2012 è un po’ troppo vintage.


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Analisi impeccabile: complimenti. Concordo su tutto. Una menzione vorrei riservarla a Poli: grinta, corsa,determinazione. Nei periodi grigi, vedere il cuore ( anche se non è sufficiente) può essere un buon palliativo.
Maurizio(Quota)
Basta un pò di sangue giovane a centrocampo e pure Wes sembra un altro
Maicon sembrava la sua controfigura. Sarà un caso ma al primo cross decente l’abbiamo messa dentro.
Speriamo bene per martedì.
Ps: il vecchio slogan é sempre valido, sono loro a non ricordarlo più. O forse sono le loro gambe che hanno già mollato.
ase4367(Quota)
Zanetti da sempre anello debole della squadra?? Penso che tu abbia scritto un po’ troppo di getto..
Fabry(Quota)
Forse sei tu che hai commentato un po’ troppo di getto: non c’è scritto affatto “Zanetti da sempre anello debole della squadra”, ma “Zanetti è sempre risultato l’anello debole della squadra” e si fa riferimento allo svolgimento del gioco nella partita di ieri, come si comprende dalla contestualizzazione della frase “e la sua incapacità di verticalizzare il gioco, di fatto blocca tutte le ripartenze dell’Inter, quando il Chievo decide di scoprire un po’ la sua muraglia difensiva.”
A meno che tu non pensi che Zanetti “da sempre” all’Inter giochi contro il Chievo, in una serie infinita di partite giocate a Verona, con Stankovic affianco.
Pedro(Quota)
come sempre puntuale e preciso!!
il migliore secondo me è stato poli.
grande carattere e qualità, lo dico da sempre . secondo me può prendere in mano il centrocampo del presente e del futuro.. speriamo che lo abbia notato anche il settantenne!!
splendido70(Quota)
Una vittoria che sa di sospiro di sollievo avanti così anche a Marsiglia e sempre Forza Inter!!!!
mario(Quota)
Non penso che sia Zanetti l’uomo su cui puntare per le ripartenze veloci. Ce n’era uno e lo hanno venduto a Gennaio nonostante il cantante li implorasse di lasciarglielo, ben sapendo quanto serviva alla squadra la sua capacità di giocare di prima e di verticalizzare.
Ora dobbiamo sperare che Wes riprenda a giocare come sa, possibilmente attorniandolo di giocatori che corrano per lui come Poli, Obi e Guarin in campionato.
ase4367(Quota)
sangue fresco
e campioni di prospettiva
che l’andazzo lo abbiamo capito
il m***n ‘deve’ arrivare alle due stelle per primo(zio fester cit.)
Jerry(Quota)
Esatto Jerry, galliani l’ha anticipato in maniera chiara secondo lo stile della casa.
Godo parecchio per la legge del contrappasso che la juve sembra subire in questi ultimi tempi, peccato che dall’altra parte ad approfittarne ci siano gli impuniti di bilanello bianco.
Dalla padella nella brace, e sinceramente tra le due società mafiose non so proprio chi detestare di più. Anche se il grandissimo Peppino, nella gerarchia di Squadre per cui tifare, aveva dato indicazioni precise e più che condivisibili.
gg(Quota)