Inter-Chievo 2-0, Counting on A Miracle

di Pedro il 10 aprile 2011

L’aspetto più importante della vittoria ottenuta col Chievo è stato sicuramente il totale appoggio del pubblico alla causa nerazzurra. Certo, i giocatori e la società si sono meritati questo affetto, ma il fatto che arrivi dopo la doppia scoppola dell’ultima settimana non era così scontato. E così questa è stata, innanzitutto, una vittoria dei tifosi, che vogliono ancora confidare in un miracolo, in un aiuto, in uno scherzo del destino che rivolti la frittata e ci regali risate e festeggiamenti.

Perchè in fondo un po’ ce lo meritiamo. Il trattamento Boffo cui è stato sottoposto Leonardo dalla solita macchina da guerra mediatica, che lo ha esposto agli insulti di una tifoseria telecomandata, che si sarebbe sentita tradita da un uomo che ha semplicemente avuto il coraggio di essere DEGNO, cioè pieno di dignità, ha colpito prima Leonardo e poi lo stesso Moratti. Noi non siamo rimasti colpiti, personalmente era una cosa messa in preventivo e tutto ciò non scalfisce minimamente il giudizio tecnico dato qui sulla gestione tattica di Leonardo nella doppia sconfitta.

Ieri, invece, grazie anche ad un avversario ordinato, ma non troppo velleitario, l’Inter ha ritrovato un minimo di misure, anche se a soffrirne è stato il gioco offensivo. Sembra che la squadra conosca una sola dimensione e fatichi ad esprimersi con un gioco collettivo, di pura concentrazione globale, che aiuti a gestire le fasi di gioco con minor dispendio fisico e mentale. Questa è la pecca maggiore dell’Inter frenetica di Leonardo, che inizia a mostrare anche i limiti di resistenza tipici del finale di campionato. Eto’o, per esempio, non sembra così lucido come alcune settimane fa, Sneijder ha sbagliato tanti passaggi, colpa anche del suo temperamento, che lo vede molto impegnato quando c’è uno sprone, che forse ora non vede alle sue spalle.

Ieri è stata la partita dei tifosi, dicevamo, ma anche di Javier Zanetti, Maicon e Nagatomo. E, infatti, il gioco sulle fasce è la notizia positiva oltre al risultato e alla prestazione complessiva. Purtroppo non ne ha beneficiato Pazzini, che ha lasciato il campo contrariato dalla propria prestazione incolore. E dire che proprio Pazzini, nel primo tempo grigio e condizionato dal caldo estivo, aveva sfiorato il gol con un diagonale di prima intenzione, dopo un bellissimo movimento a tagliare al limite dell’area. Nel primo tempo il Chievo colleziona calci d’angoli, ma Julio Cesar è inoperoso, mentre l’Inter si limita a poche puntate, tutte pericolose.

Le scelte di Leonardo hanno premiato il dinamismo, così, nel secondo tempo, la voglia di vincere prende il sopravvento: fuori Stankovic e dentro Sneijder. Con le squadre più lunghe le occasioni cominciano a moltiplicarsi, così il gol dell’Inter si materializza, grazie all’ennesima buona combinazione sulla fascia destra, che vede protagonisti Maicon e Cambiasso, che trova la via del gol tra una selva di gambe, con un tiro che inganna anche Sorrentino.

Lucio in difesa dà qualche sicurezza, ma una volta che perde un tacchetto e si lascia cadere in area, regala al Chievo l’occasione della giornata (Pellissier). Eto’o viene sostituito da Thiago Motta, Milito nel frattempo era subentrato a Pazzini e proprio El Principe sbaglia il gol del 2-0, tentando un colpo di fino che sorprenda Sorrentino. Il Chievo combatte, ci prova, sfrutta le debolezze intrinseche della nostra difesa, che ripiega troppo e difende basso. Julio Cesar sfiora la bordata ravvicinata del nuovo entrato Uribe, di poco a lato.

E’ il segnale che serve il gol della sicurezza, altrimenti bisogna dire addio ai sogni di scudetto. L’azione parte ancora da Maicon, che è bravo ad accentrarsi, mettere dentro per Sneijder, e quindi risolvere la mischia con una veronica che supera Sorrentino, che chiede un inesistente fuorigioco. Col gol della sicurezza l’Inter mette in ghiaccio la vittoria, rischiando di trovare anche il terzo gol con Milito, che continua il suo percorso di crescita.

Per il futuro bisogna sperare negli altri. L’occasione per contare su noi stessi l’abbiamo già sprecata. Ma chissà che non capiti un miracolo…

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1 Jerry aprile 10, 2011 alle 11:45

credici

non si sa mai

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2 C.N.L. aprile 10, 2011 alle 12:19

Le due batoste che abbiamo subito avrebbero ucciso un toro. Ieri, seguendo al televideo gli aggiornamenti della partita, ho rivissuto momenti passati per nulla felici, presagendo la classica rete in contropiede di chi arriva al Meazza, posteggia il pullmann di fronte alla nostra porta e, in periodi negativi per la Beneamata, riesce o ad uscire imbattuto o addirittura a vincere. Il Chievo, poi, è una squadra che detesto e neanche cordialmente: oltre ad essere stata allenata da geadelnevi, si è sempre mostrata più che arrendevole con ruBentini, bbretrocessi, giallozzozzi, ma ha sempre dato il 150% quando ha affrontato i nerazzurri. A prescindere dal risultato che poi sarebbe maturato sul campo.
Devo perciò battermi il petto di fronte a giocatori che continuano a non arrendersi a nulla e a nessuno: Maicon e Cambiasso erano stati ritenuti fra i principali colpevoli delle due batoste ed hanno risposto da pari loro.
Per il futuro me ne resto zitto. Sono infatti convinto che il comportamento tenuto dal nostro ambiente nelle due settimane pre-derby, in cui siamo caduti nella trappola di sentirci più forti, entrando in campo probabilmente scarichi mentalmente, mentre quella roba là aveva stimoli incredibili, non debba più ripetersi. La batosta di coppa dei campioni la vedo come diretta conseguenza di quella subita nel derby. Era essenziale rialzarsi: i nostri ci sono riusciti. Adesso mi metto in silenzio fino alle 23 di mercoledì sera e succeda quello che è scritto debba accadere.

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3 Entius aprile 10, 2011 alle 13:34

Vittoria di cuore. Era fondamentale ripartire e ci siamo riusciti. Questa vittoria può rappresentare una svolta per il nostro finale di stagione.

http://calciorum.blogspot.com/

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4 Watchdogs aprile 10, 2011 alle 15:22

spero che a gelsenkirchen giochi nagatomo in fascia…

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5 tagnin aprile 10, 2011 alle 17:32

la vigliacca gogna cui è stato sottoposto l’allenatore da parte dei cugini merda mi ha spaventato, altrochè

i servi lobotomizzati sono capaci di tutto, purchè ci sia qualcuno a dare ordini

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6 Jerry aprile 10, 2011 alle 17:48

il problema è che la gogna è partita dopo

nei gg che precedevano il derby

profilo bassissimo perchè sapevano che così saremmo entrati in campo con il fioretto

e poi chiamare ancora allenatore uno che si fa infinocchiare da:

allegri, delnevi, guidolin, quello dello schalke ce ne vuole eh

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7 bilbolbul aprile 10, 2011 alle 22:46

E’ probabile che yuto non sia la soluzione definitiva alla sindrome di robertocarlos, ma certo ha dato una bella mano.
mercoledì non c’è neppure farfan, quindi penso che si potrebbe riproporre il jap con tutta la sua freschezza, potendo così lasciare pupi a centrocampo, là dove anche maicon ne trae giovamento.
se le forze ci sostengono, nulla è impossibile. sursum corda.

p.s. esteban, sarei felice di omaggiarti della copia di triplete se solo sapessi dove inviartelo. forse i maestri ti possono far avere il mio indirizzo email. nel caso scrivi.

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8 voici aprile 10, 2011 alle 23:24

Io confido,
in Noi e nella loro becera, ridicola, impunita, supponenza.

A voi metterla in evidenza.

mediaset versus palazzina Liberty, trattamento Boffo vs “mistero buffo”.
Lotta impari? è così da sempre e visti i risultati, estremamente gratificante. :)

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9 stefano aprile 11, 2011 alle 10:04

A Gelsenkirchen si passa.
E’ più che normale che i si sentono traditi da Leonardo.
Cosa dire nel caso che Mou andrebbe ad allenare i cugini? Quindi, tranquilli, è il solito gioco che serve anche a scrivere qualcosa sui giornali e a giustificare lauti stipendi.
I raga hanno dimostrato il solito, che quando non perdono la bussola sanno come vincere.
Calma, sangue freddo e tifo caldo: a Geselkirchen si passa.
Se va bene 0-4, altrimenti 0-5. Se va bene a loro ovvio.

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10 alberto aprile 11, 2011 alle 11:59

@c.n.l. non sono d’accordo col chievo agguerrito con noi e arrendevole con gli altri. nei primi anni di A la juve ha rubato con loro almeno 3 volte, con un crescendo rossiniano di rigori a favore e rigori negati al chievo, di fronte a un ambiente inferocito. e con noi, l’anno scorso alla penultima giornata, dopo il 4-3 smise di giocare completamente

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11 C.N.L. aprile 11, 2011 alle 12:27

Alberto,
ricordi come giocarono l’ultima giornata dello scorso campionato contro la Roma in casa? In confronto, contro di noi il Siena sembrava dovesse giocarsi la finale di coppa dei campioni.
Il loro comportamento mi ricordò quello dell’Udinese il 5 maggio. E’ solo un esempio, il più fresco, ma potrei citartene altri.
Ringrazio ancora il Principe per la sua rete, che se avessimo dovuto aspettare un impegno sportivo di quelli là, ancora i giallozzozzi starebbero festeggiando.
Riguardo ai furti, d’accordo. Non ho mai sentito il suo presidente lamentarsi però più di tanto. Al contrario di come si comporta quando affronta la Beneamata. Salvo poi dire che è (era) tifoso nerazzurro!

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12 alberto aprile 11, 2011 alle 13:33

sul siena hai perfettamente ragione, come sull’udinese. però il chievo con noi l’anno scorso sul 4-3 rinunciò ad un paio di contropiedi sbattendo la palla fuori per non correre il rischio di pareggiare

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13 Esteban aprile 11, 2011 alle 13:56

@ Bilbobul
grazie lo stesso per il pensiero! ho acquistato “Triplete” su lafeltrinelli.it proprio stamattina :D

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