La forza e la lezione del Barça

di Pedro il 4 aprile 2012

Reduci dalla doppia sfida stravinta contro il bluff chiamato Milan, i blaugrana approdano alla quinta semifinale consecutiva di Champions League, confermandosi la squadra più forte degli ultimi anni. Questi risultati danno anche la dimensione concreta dell’Inter del Triplete, una squadra enormemente più forte di questo ridicolo Milan (la cui ridicolaggine è superata solo dalla Gazzetta dello Sport), che è stata smantellata da Moratti in modo colpevole, per non precisati motivi finanziari…

Molto si è scritto a proposito e a sproposito del Barcellona. Secondo Mediaset Premium e la Gazzetta dello Sport alla vigilia della sfida col Milan, il Barcellona era Messi + altri 10 zappatori. In verità i motivi per cui il Barcellona domina (ma non per molto, il dominio è messo a repentaglio dal Real e in Europa anche dal Bayern) sono quasi tutti riproducibili e non sono molto diversi da quelli che altrove hanno generato cicli vincenti. Nel Barcellona risalta semplicemente la bellezza del gioco, ma questa è l’eccezione che conferma la regola.

1) In primo luogo il Barcellona ha 3 tra i migliori 10 giocatori del mondo (Messi, Xavi, Iniesta) altri 3 tra i primi 20 (Fabregas, Dani Alves, Pique), più almeno altri due o tre che sarebbero in teoria comprimari, ma che sono tra i migliori 50 (Villa, Busquets, Mascherano). Senza contare giocatori talentuosi alla ricerca della definitiva consacrazione: Pedro, Sanchez, Thiago. E vecchi marpioni di sicuro valore come Valdes, Puyol, Keità, Adriano e l’ormai indisponibile Abidal. Quindi la qualità della rosa è nettamente superiore alle concorrenti, Real escluso.

2) Ha un gioco imperniato su una manovra avvolgente, imposto da un allenatore che ha idee chiare e che ama rischiare (la trovata di mettere Messi centrale nell’attacco, al posto di una punta classica, è tutta farina del suo sacco).

Ancora una volta però è la qualità dei giocatori a fare la differenza:

a) Buona parte dei giocatori del Barcellona sono agili e brevilinei, questo consente loro di giocare sullo stretto, sfruttando le qualità tecniche.

b) Appunto le qualità tecniche: molti giocatori innanzitutto sono forti a livello tecnico, sanno cioè trattare il pallone bene, da ciò derivano terrificanti conseguenze per la concorrenza.

- L’abilità tecnica consente una maggiore precisione nei passaggi
- Grazie alla tecnica sopra la media aumentano le situazioni di superiorità numerica nella zona della palla (della serie: coi medianacci o corri molto o non vai mai in superiorità numerica, se non in ripartenza), in situazione di possesso palla a difesa schierata
- Grazie alla precisione delle giocate la velocità del gioco è tutta nelle mani di chi la esegue e non dipende dagli spazi a disposizione. In questo senso il Barcellona porta avanti il pallone dalla difesa alle corsie esterne d’attacco, rallentando e accelerando a seconda degli interpreti (rapide triangolazioni tra Xavi, Fabregas, Iniesta, Messi, Alves, Sanchez portano sempre un uomo davanti al portiere).

c) I giocatori più importanti non sono monodimensionali. Buona parte del centrocampo sa usare i due piedi contemporaneamente e con profitto, lo stesso Messi è mancino ma gioca pure col destro e conclude con questo piede. Questo comporta: un’ampia possibilità di scelta nella direzione dei passaggi e delle giocate, una doppia opzione tra rientro e cross (quasi mai alto, ma radente al limite dell’area grande) da parte dei giocatori di fascia, una grande varietà nelle opzioni per finalizzare l’azione (i giocatori bucano la difesa su entrambi i lati, partendo spesso da un triangolo centrale).

d) L’agilità consente ai giocatori del Barca di recuperare velocemente la palla su tutte le ribattute (o seconde possibilità) create dai loro triangoli al limite dell’area. Ogniqualvolta il Barca sfonda, o piazza l’uomo davanti al portiere (ieri almeno 5 occasioni nette di questo tipo, prendi nota ridicolo Laudisa) oppure raccoglie le respinte al limite dell’area, allargando nuovamente il gioco.

In definitiva, è l’unione tra la qualità dei giocatori e le idee del tecnico a forgiare un gioco così attraente, e le due cose sono talmente inscindibili, che i corpi estranei vengono rigettati. Il motivo principale del fallimento di Ibrahimovic al Barcellona, una variante tattica che Guardiola avrebbe utilizzato volentieri in più occasioni, è che il suo gioco dipende troppo dalle sue caratteristiche fisiche. Il Barcellona non ha bisogno di appoggiarsi a una boa centrale per far salire la squadra, perchè sa farlo con piccole triangolazioni favorite dall’alta percentuale di passaggi riusciti e dalle combinazioni di cui sopra. Per cui Ibrahimovic, spostato sulla zona laterale, diventa un giocatore di manovra, piuttosto che un giocatore di appoggio che pur dotato di grande tecnica, si esalta meglio negli spazi. Spazi che il Barcellona non reputa indispensabili per ordire il gioco e che trova confacenti solo con squadre scriteriate che concedono campo (e non capita spesso, se non dopo una situazione di svantaggio). Quella che per molte squadre è una necessità (il campo aperto), per il Barcellona è una variante da sfruttare al meglio.

Quindi, anche in ottica Inter, non ci si può basare sul ridimensionamento tecnico per ricostruire un ciclo vincente. Il Barcellona senza i suoi giocatori tecnici non andrebbe da nessuna parte. Mascherano è fortissimo, ma è un grande giocatore di complemento, che peraltro ha imparato alla perfezione un nuovo ruolo. Il futuro dell’Inter non può essere rappresentato da giocatori di complemento e dal mantra “abbiamo vinto anche senza Ibra”. La verità è che si è vinto con Eto’o e con Sneijder, al tempo, due tra i migliori 10 giocatori del mondo. Si è vinto con Lucio, Julio Cesar e Maicon, al tempo del triplete tra i primi 25-30 giocatori al mondo, E poi Milito, Samuel e Thiago Motta. E si è vinto anche con dei vecchi marpioni come Zanetti, Stankovic, Cambiasso e con giovani emergenti in cerca di una consacrazione, come Balotelli. In tono minore, ma in modo gigantesco nella prospettiva storica, nel 2010 abbiamo compiuto un miracolo sportivo. Siamo stati come il Barcellona, senza la bellezza selvaggia del suo gioco, ma con qualità differenti basate però sul connubio tra forza dei giocatori e idee dell’allenatore. Ma se avviciniamo bene la lente e guardiamo con occhi nuovi, ci rendiamo conto che il miracolo del 2010 è frutto di idee precise e scelte drastiche, che possono essere ripetute, se si ha voglia e volontà. Senza queste e senza la disponibilità economica non si va lontano.

Oltre ai giocatori e agli allenatori, può capitare anche ai dirigenti e ai presidenti di non essere più da Inter.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...


{ 22 commenti… prosegui la lettura oppure aggiungine uno }

1 vitarob aprile 4, 2012 alle 10:41

Ciao Wat

una fra le più grandi di sempre

  (Quota)

2 Jerry aprile 4, 2012 alle 10:53

una delle migliori analisi dei catalani

anche se politicamente hanno preso il posto del real di buitre e co.

  (Quota)

3 Pedro aprile 4, 2012 alle 11:06

Ciao Vitarob! Concordo.

Jerry, forse, ma obbiettivamente ieri l’arbitraggio è stato corretto. Il MIlan ha randellato dal primo minuto e quella di Nesta è semplicemente una ingenuità. Le trattenute ci stanno e mi sembra strano che uno come lui si sia fatto “notare” così tanto. Se il Barca avesse avuto il rigore di Sanchez e l’espulsione di Abbiati, da regolamento, la contesa sarebbe finita a San Siro.

  (Quota)

4 rob aprile 4, 2012 alle 11:54

analisi perfetta.

i rigori erano sacrosanti, come i due clamorosi non fischiati all’andata.
nei 180 minuti non c’è stata sfida, tirando le somme.

  (Quota)

5 Jerry aprile 4, 2012 alle 12:06

Pedro

certamente

sono quelle sceneggiate che non sopporto…

  (Quota)

6 Voici (imbersaghista medio 1.0) aprile 4, 2012 alle 13:44

Welcome back,

Un dubbio mi assale(stracit): prostituziointellettualmente parlando, è meglio un triplette a testa alta o un secondo storico monoplete?

Mah! Chi vivrà vedrà.

Grande Barca, grazie.

  (Quota)

7 bilbolbul aprile 4, 2012 alle 15:50

quello che mi impressiona del barca è la capacità di recupero della palla appena persa in avanti, il resto è geometria piana. perchè ti nascano in casa tutti quei top non basta un eccellente lavoro ci vuole anche una congiunzione astrale della madonna.

gli affranti li preferisco dedicati a fermare quelli con la bava.
appena hanno parlato di triplete sono usciti da due su tre. bene così.

P.S.: approfittate della crisi, lavorate meno.

  (Quota)

8 splendido70 aprile 4, 2012 alle 17:59

bentornati!!
…secondo me ibra comincerà ad avere i mal di pancia famosi….

hihihihihi

  (Quota)

9 Zootz aprile 4, 2012 alle 22:54

La differenza è che l’Inter della tripletta ha ballato per una sola stagione, il Barça lo scrivi tu all’inizio del post è alla quinta semifinale e terza Champions dal 2005-06. Molti dei suoi calciatori li hanno allevati in casa anche se poi qualcuno lo han dovuti ricomprare come Fabregas.
P.S. ganza la foto

  (Quota)

10 antonino verdi. aprile 9, 2012 alle 19:32

C’ e’ tanta qualità in questo blog quanto in una partita del Barcellona

Che odio come concetto di squadra stato, di squadra di regime, con una nazione alle spalle che la supporta negli eccessi dis- economici e nel potere politico sportivo

Anche se almeno in Spagna ha un contrappeso nel real e non arriva agli eccessi drammaticamente comici di ac milan a livello mediatico

L’analisi in prospettiva dell’ Inter e’ talmente scoraggiante che non mi fa venire voglia di pensarci. Tiremm innanzi magari qualche discontinuità politico economica spariglia le carte in Italia nei prossimi 3-5 anni

  (Quota)

11 antonino verdi. aprile 9, 2012 alle 19:33

Dimenticavo

Grazie pedro, grazie luis

  (Quota)

12 Pedro aprile 10, 2012 alle 12:13

grazie a te! E auguri! :-)

Penso sempre che il calcio non sia esattamente una scienza, come viene descritta. Se se ne parla al bar è perché è abbastanza semplice da comprendere, anche nella gestione. Insomma, al bar non incontri gente che parla di bosoni :-) o di particelle atomiche o di come gestire finanziariamente l’acceleratore atomico del CERN.

Quindi, IMHO, le chiavi del successo del Barca, insieme alla botta di culo dei talenti (qui però Zootz bisogna dire: noi se li avessimo avuti da ragazzini, Cesc, Messi e Pique li avremmo regalati a Preziosi) sono assolutamente replicabili. Nel più paradossale e classico paradigma della scienza.

  (Quota)

13 rob aprile 19, 2012 alle 08:25

e un post sulla forza e lezione del Chelsea?
(naturalmente scherzo)

buona Inter a tutt*

  (Quota)

14 splendido70 maggio 8, 2012 alle 16:31

ma dove siete finiti??

  (Quota)

15 rob maggio 8, 2012 alle 17:27

splendido70: ma dove siete finiti??

me lo chiedo anche io da tempo!

in tempi di scudetti rubentini, un due tre stella, e documentari farse tipo questo http://nelpaesedigiralaruota.wordpress.com siamo alla brodaglia, non alla frutta!

  (Quota)

16 dinokinda maggio 10, 2012 alle 11:46

Perchè non scrivete più?
Mancano molto le vostre divertenti e puntuali analisi!!!!

  (Quota)

17 splendido70 maggio 11, 2012 alle 19:24

e dai… su…. un commentino su questo mirabolante finale di stagione……

  (Quota)

18 ase4367 giugno 3, 2012 alle 12:12

Credo di aver capito che avete smesso di aggiornare il blog.
Forse è la situazione attuale dell’Inter che non incoraggia, o forse sono solo gli impegni personali che non permettono più di tenere aggiornato questo blog con la dovuta attenzione.
So solo che mi mancherete, perchè i vostri post erano tra i più belli sia per i contenuti mai banali e sia per l’ironia di cui erano imbevuti.

Un saluto a voi e a tutti coloro che partecipavano con i loro commenti…

  (Quota)

19 Pier giugno 4, 2012 alle 17:18

anche a me dispiace non leggervi più,raro trovare un blog senza
commenti volgari e ignoranti.confido in un ripensamento e saluto

  (Quota)

20 rob giugno 7, 2012 alle 08:07

quoto tutti quanti hanno scritto prima di me. ci mancherete, è ovvio.
sempre e comunque buona INTER a tutti.

  (Quota)

21 Pedro giugno 15, 2012 alle 13:14

grazie a tutti, ragazzi. Purtroppo è un momento di intenso lavoro, il tempo libero a disposizione scarseggia davvero :-( il che è positivo sotto certi aspetti.

Certo, se licenziassero Branca in tronco, oggi stesso, l’uomo che segue a distanza giocatori che non comprerà mai, ecco allora si: scriverei subito con rinnovato entusiasmo.

Forza Inter, abbasso Branca.

  (Quota)

22 Jerry giugno 19, 2012 alle 18:22

Pedro: Certo, se licenziassero Branca in tronco, oggi stesso, l’uomo che segue a distanza giocatori che non comprerà mai, ecco allora si: scriverei subito con rinnovato entusiasmo.

se canna pure questa campagna acquisti, tranquillo che lo silurano

anche se io mi immagino branca al telefono che chiede se può chiudere e dall’altra parte sentendo la cifra, gli riattaccano direttamente il telefono in faccia

;) ))))))

  (Quota)

Lascia un commento

Articolo precedente:

Articolo successivo: